Ricerca per:
Il varietà è vita

di Barbara Fabbroni

Sono un tipo estetico, asmatico, sintetico, simpatico, cosmetico. Amo la Bibbia, la Libbia, la fibbia delle scarpine delle donnine carine, cretine. Sono disinvolto, raccolto, assolto “per inesistenza del reatoHo una spiccata passione per il Polo Nord, il Nabuccodonosor, i lacci delle scarpe, l’osso buco e la carta moschicida. Sono omerico, isterico, generico, chimerico (E. Petrolini)” e in fondo “Sono contento che nessuno mi abbia insegnato a recitare: perché così, non sapendo recitare, recito benissimo (E. Petrolini)”. Il varietà che cosa sarebbe se non ci fossero artisti che si costruiscono con passione e determinazione? L’arte è racchiusa all’interno di un palco dove il ventaglio variegato della sua declinazione si rende visibile allo spettatore attento e curioso, divertito e affascinato. Sior Mirkaccio ha fatto della sua arte un’opera d’arte creando uno spazio artistico assieme a Madame de Freitas che in una Roma accogliente dipana il filo creativo della sua cifra artistica. Ci racconta e si racconta all’interno di un itinerario che attraversa in brevissimo tempo i momenti della sua vita.

Perché il nome Sior Mirkaccio?

Il varietà è un palcoscenico. Il nome d’arte è come mettersi già sul palcoscenico. Sior Mirkaccio è un personaggio e in quanto tale esce da un mondo immaginario, non si sa dove sia nato. Sbuca ad un certo punto da dietro il sipario, canta, suona, dice le sue baggianate, senza essere riconducibile a un essere umano. Avevo bisogno di un nome d’arte per vivere il varietà. Questa è la mia cifra.

Il varietà, oggi, che cos’è?

Il varietà è la possibilità di agire in scena in maniera indipendente.

Perché?

Perché permette ad ogni artista di realizzare il proprio numero, il proprio act occupandosene al 100%.  

Ovvero?

Essendo spesso autori, attori, registi e musicisti del proprio numero consente di creare connessioni con gli artisti e i musicisti che fanno parte del cast. In pratica di creare delle condizioni, le migliori, perché loro possono realizzare sé stessi.

Nello spettacolo di varietà ci sono ancora le soubrette?

Certo che ci sono le soubrette nel varietà! Il varietà può essere la metafora della società fluida, perché il varietà è uno spettacolo individuale e individualista. È uno spettacolo in cui ogni peculiarità viene valorizzata, non è omologante. È uno spettacolo che si può svolgere in ogni luogo, non è uno spettacolo stabile, per questo anche è fluido. Sono caratteristiche virtuose perché sono funzionali all’espressione e alla libertà. 

Da economia e commercio al mondo della musica per dar vita a un sogno?

Sì, ma è durata poco questa esperienza. Poi, ho deciso, sebbene la mia famiglia non mi appoggiasse, di seguire la mia passione così da farla diventare il mio mestiere, il mio lavoro. Non avrei né potuto né voluto fare altro.  

Il tuo locale da chi è frequentato?

È un pubblico molto eterogeneo, abbiamo la persona elegante e quello con la cresta. Ci sono tanti giovanissimi, questo mi fa molto piacere. Credo che l’eterogeneità del pubblico sia la massima soddisfazione nel lavoro che faccio. Inoltre, ti fa comprendere che il tipo di proposta che noi facciamo con il nostro varietà sia fruibile a tutte le età. Questo ci fa comprendere che non è giusto targhettizzare un pubblico piuttosto che un altro, poiché se avessimo dovuto targhettizzare il nostro pubblico avremmo dovuto dare a ognuno una cosa differente. Pochissimi sono nel target a cui potrebbe rivolgersi un autore televisivo. Questo dà il senso come si possa coinvolgere un pubblico proponendo il proprio stile e la propria idea artistica.

Che cosa proponete nei vostri spettacoli? 

La musica dal vivo è protagonista. Io suono un vecchio pianoforte del 1913 a coda tedesco. Un pianoforte appartenuto a Benedetto Michelangeli. Poi, c’è un ottimo sassofonista, un mitico batterista e la sciantosa Madame De Freitas. Nel varietà proponiamo duetti, vecchie canzoni di Fred Buscaglione, spettacoli sia di magia sia di burlesque. Abbiamo un macchiettista che fa la canzone napoletana e poi tutto un repertorio di swing italiano degli anni ’30, ‘40 e ‘50. Tendenzialmente nel varietà ci sono canzoni e numeri artistici, come possono essere quelli di magia o il burlesque. L’arte è protagonista assoluta del nostro spettacolo dalle ventidue e trenta fino alla chiusura che generalmente è alle quattro di mattina.

L’intrattenimento dal vivo è la tua linfa vitale?

L’intrattenimento dal vivo è la mia vitaSvolgo un’attività quotidiana, rivolgendomi a un piccolo pubblico e vivendo il momento. 

Perché far nascere un luogo fisso come il tuo locale?

Volevamo valorizzare la scena del Nuovo Varietà Italiano con un locale creato da artisti, con amore e idealismo, sognavamo di poter consegnare a Roma e al mondo una piccola cosa che mancava, da visitare se in viaggio e da frequentare abitualmente se di zona, un cabaret all’antica dove potersi sentire altrove e a casa. 

E di giorno cosa fai?

Durante il giorno ho bisogno di riposarmi e di suonare a casa. Per anni non ho avuto né tempo né voglia di registrare un disco. Però era da fare, c’era troppo materiale che chiedeva di essere valorizzato e messo in ordine.

La tua vita in una frase?

Notti intere incollato al pianoforte cantando le mie canzoni o brani di cent’anni fa, migliaia di persone di ogni età e da ogni parte del mondo, ore trascorse sul palco e in camerino con le persone che amiamo e la realizzazione di un sogno.

L’incontro con Simone Cristicchi cosa porta nella tua vita?

Ci siamo incontrati in Maremma, abbiamo iniziato una collaborazione che mi ha portato a Roma come ospite di una trasmissione su Radio2. A Roma ho iniziato a fare un po’ di “porta a porta” in tutti i locali cercando di capire com’era la scena musicale romana. 

Come l’hai trovata?

Molto fertile e aperta a ciò che stavo facendo così mi sono trasferito definitivamente costruendo il mio locale di varietà con Madame de Freitas. 

C’è un artista, un autore a cui ti ispiri?

Il problema è che mi ispiro a dei giganti inarrivabili.

Meglio volare alto, non credi?

Chi scrive canzoni inevitabilmente si ispira ai Maestri sia del passato sia del presente. Puoi ispirarti anche al Petrarca, io porto a casa il mio piccolo prodotto e lui Il Canzoniere. Comunque, i miei tanti Maestri sono, solo per citarne alcuni, Petrolini, Macario, Nino Taranto. 

Il tuo spettacolo va in tour?

Con Madame De Freitas abbiamo deciso di trovare una stabilità dopo aver passato molti anni a vivere in maniera itinerante con più di centocinquanta date all’anno. Avevamo bisogno di un luogo stabile.   

Da grande cosa farai?

Non lo so! Spero di vivere a sufficienza. Farò esattamente quello che ho sempre voluto fare nella vita: musica.

Una vita in viaggio fino alla fine dei miei giorni

di Barbara Fabbroni

Va in scena al Teatro Anfitrione: “Regine di carta”. Una commedia oltre che corale divertente. Narra le vicissitudini di quattro attrici, impegnate nelle riprese del sequel televisivo di un noto show degli anni ’90. Un tuffo che dal passato vive nel presente come a ricordare che ogni vita vera è una commedia vissuta da raccontare, confrontare e accarezzare. Le quattro attrici, divise tra il lavoro sul set e la vita privata, vivono innumerevoli peripezie, raccontano emozioni e sensazioni che penetrano oltre la scena arrivando a toccare l’anima dello spettatore. Un dialogo quello tra le protagoniste di “Regine di carta” e lo spettatore che si cuce nell’altalenante andare dalla vita che racchiude in sé luce e ombra, sole e luna, passione e delusione, ansia e gioia, possibilità e fallimento. Leggi tutto

L’Epifania dell’esserci

di Barbara Fabbroni

In stato di Grazia” è un monologo scritto da Tobia Rossi, per Margó Volo, la regia è affidata a Chiara Valli, è in scena al Fringe Festival Milan Off. La storia è intensa e densa di spunti di riflessioni come se il tutto si giocasse all’interno di un processo di crescita, conoscenza e scoperta del proprio Sé. Dal Falso Sé che incarcera la protagonista all’interno di pregiudizi e credenze soffocando la sua vita, lei giunge a scoprire il suo vero Sé rimanendo meravigliata e al tempo stesso coinvolta da questa trasformazione profonda. Sul palcoscenico una donna mezza età rigida e perbenista, Grazia, che in seguito a un “incidente” si trasforma in una “milf” spregiudicata e iper-sessuale, talmente libera da mettere in imbarazzo quelli che prima la accusavano di essere una bigotta. Leggi tutto

Il teatro è un grande Maestro

 di Barbara Fabbroni

Quando il cuore batte forte e l’anima è limpida, pulita e soprattutto curiosa nasce un’alchimia perfetta che regala magia. Tiziana Sensi è un’attrice, una regista, una docente, una donna dall’anima densa di significati significanti che si aprono al possibile creando quella magia che riscalda l’anima e il cuore. Tiziana ama le sfide e in piena pandemia insieme a un compagno di viaggio eccellente, Felice della Corte, danno vita alla Scuola Teatro Marconi. Un’avventura nell’avventura che in pochissimo tempo, nonostante i tempi difficili, si è imposta come un punto fermo e solido nell’infinito mondo della recitazione. La Sensi ne è il direttore artistico, il docente e quello che è riuscita a creare è sotto gli occhi di tutto. Anche in questo anno accademico gli iscritti sono tanti, l’avventura ha inizio e gli allievi si stanno preparando a un anno sicuramente denso di esperienza, emozioni, soddisfazioni e tanta, tanta professionalità. Tiziana Sensi ci racconta la sua Scuola Teatro Marconi. Leggi tutto

Senza Audaci non ci sarebbe il Teatro

Una bellissima serata quella organizzata dal team del Teatro degli Audaci per  la Conferenza Stampa della stagione teatrale 2022-2023. Padrone di casa indiscusso l’attore, regista e direttore artistico Flavio De Paola il quale ha chiamato al centro del palco uno ad uno gli artisti che si esibiranno durante il corso della stagione teatrale. Un cartellone ricco e intenso. Leggi tutto