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ESTER CESILE LA BELLA, TRAGICA E TRISTE RAGAZZA CHE TUTTI DESIDERANO MA CHE NESSUNO AMA TORNA CON UN NUOVO SINGOLO “Ragazza Triste”


DA OGGI 25 NOVEMBRE È PRESENTE IN TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI “RAGAZZA TRISTE ” IL NUOVO SINGOLO DELLA CANTAUTRICE ESTER CESILE PER L’ETICHETTA PURPLEMIX, DISTRIBUITO DA BELIEVE.
Da oggi è disponibile “Ragazza Triste” il nuovo singolo di Ester Cesile.

Ester sta costruendo la sua immagine sull’essere la bella, tragica e triste ragazza che tutti desiderano ma che nessuno ama.
Se il suo primo album “Cento Lettere” scoppia di amore e di romanticismo letterario nonostante il suo stile malinconico, nel suo ultimo singolo “Ragazza Triste”, Ester s’interroga se è nata per amare e non essere amata. “Ragazza Triste” è un esplosione silenziosa che penetra in profondità e non ti abbandona, come se tutti noi fossimo parte di quella ragazza triste. Il brano mostra una spiccata sensibilità artistica e umana con un mood sonoro che punta oltreoceano, ispirandosi allo stile americano che fonde influenze retrò con contaminazioni elettroniche moderne. La voce di Ester è un sussurro che si muove leggero supportato da poche note, che sembra volerti trasmettere tutta la sua intimità con un amore smisurato. Ester con questo nuovo singolo che riprende la malinconia dei precedenti diventa l’espressione di una fragilità caratteriale ed esistenziale che permette a tutti noi di riconoscerci in lei. La cantautrice ci consente attraverso la grazia e la dolcezza del sue parole, di avvicinarci ai suoi vissuti di fragilità. Quella fragilità che è in ognuno di noi. È lei stessa che vorrebbe essere definita la “voce della fragilità”. Nel brano Ester affronta una tematica molto delicata, ora che la sua vita si sta affacciando all’età adulta, la possibilità di un nuovo amore si tramuta nel timore di non essere più amata. Le amiche però l’aiutano a superare questa convinzione e il dolore causato da un uomo che l’aveva consumata. “Riesci a vedere attraverso le mie lacrime quant’è dolce questa mia tristezza?” Questa dice la cantautrice è la frase del brano che ama di più.
Biografia
Ester Cesile classe 1997 è una cantautrice italiana e studentessa di lettere.
Fin da bambina il suo sogno è stato quella di diventare una brava scrittrice.
All’età di 18 anni si è avvicinata al mondo del cantautorato per pubblicare nel 2020 “Scrivo Di Te” un EP di quattro brani realizzato insieme a Walter Babbini.
Ad Aprile 2022 pubblica il suo primo album “Cento Lettere”, un progetto discografico che racchiude tutto il suo mondo fatto di atmosfere malinconiche e romantiche dove l’idea è stata quella di rendere bella l’estetica della perdita di un’amore, della nostalgia e dell’infelicità, curato interamente da Walter Babbini presso il PurpleMix Studio e distribuito da Believe.
Ester, come cantautrice sembra desiderare che le sue canzoni, che lei definisce lettere d’amore, vengano lette e ascoltate come confessioni, che parlano in un modo particolare, vero, intimo e allo stesso tempo consapevole di quelli che sono stati e sono i suoi sentimenti.

Alessandrini alla consulta del Commercio

Alessandrini è stata nominata come componente della consulta del Commercio del I Municipio di Roma per AssoTutela.

“Ringrazio il presidente del consiglio del I Municipio di Roma Ricciardelli e il presidente della commissione commercio Grazioli per l’ottima accoglienza e promulgazione della Consulta per il Commercio, orgogliosa di esserne componente, in rappresentanza di Assotutela, come delegata per il
Commercio.” Così in una nota Arianna Alessandrini, componente del dipartimento Commercio di AssoTutela, pronta per il suo nuovo incarico.

Maritato appello urgente alla Meloni occorrono fondi per la Sla

Michel Emi Maritato – presidente di AssoTutela – appella al governo la ripresa della ricerca sulla Sla e uno stanziamento di fondi necessari per una malattia che debilita, a 360 gradi, il paziente, non risparmiandolo nemmeno dal punto di vista psicologico, ma anche tutta la famiglia che vive questo dramma.

Per aiutarli è stato creato un nuovo coordinamento all’interno dell’associazione, che è attiva più che mai, sia politicamente che socialmente. Enzo Proietti è stato nominato come coordinatore nazionale per la disabilità e, precisamente, per la Sla dal momento che, in virtù del suo ruolo di coordinatore ed essendo lui stesso un paziente, può ben comprendere cosa occorre ai malati di Sla. L’augurio ad Enzo a nome dell’associazione tutta per quanto di positivo potrà regalare.

RAI UNO – OSPITE MICHEL EMI MARITATO CON “LA FINE DEL DIVERSO”

Ieri sera su Rai Uno, Michel Emi Maritato – giornalista, autore, tributarista, presidente di AssoTutela – è stato ospite della celebre trasmissione “Mille e un libro” di Giggi Marzullo: l’ultimo libro del dottor. Maritato, intitolato “PPP – La fine del diverso”, espone la verità assoluta sulla morte di Pasolini, strettamente legata a quella di Moro e di Mattei, tanto che la commissione antimafia del governo appena caduto, prima di cadere, ha riaperto il caso Pasolini associandolo all’uccisione di Aldo Moro.

Michel Emi Maritato interviene a proposito di questo romanzo in cui «si parla del legame che intercorre tra la politica e la morte del poeta, passando per i pensieri di Aldo Moro ed Enrico Mattei. La verità che emerge non è basata su ipotesi giornalistiche, bensì è scritta basandosi su prove». Queste le parole dell’autore Michel Emi Maritato.
È disponibile anche una versione audio del romanzo, destinata ai lettori non vedenti, con le colonne sonore gentilmente concesse dal regista Ivan Silvestrini.

INTERVISTA AD ALESSIA SARNO, MODELLA E SOGNATRICE

La redazione di Radio Sanremo Web è lieta di intervistare Alessia Sarno, giovane modella e studentessa che, tra sacrifici e tanto studio, rincorre un sogno: non c’è niente di più bello di sognare, credere e lottare affinché i nostri sogni si avverino.

Ciao Alessia, quanti anni hai e di dove sei?
Ciao, sono Alessia Sarno, sono di San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli. Tra pochi giorni compirò 16 anni.

Cosa fai nella vita?
Frequento il terzo anno del liceo classico ad indirizzo giuridico economico.

Da dove nasce la tua passione per la moda?
La passione per la moda nasce per caso. Un pomeriggio d’estate, mentre ero in vacanza, fui avvicinata dagli organizzatori di un concorso noto in Calabria con il nome “Miss modellare ad arte”, mi invitarono a partecipare ad una tappa, andai in bicicletta e per gioco vinsi. Superai altre tappe fino a vincere il titolo regionale.

Hai partecipato a qualche concorso/ programma?
Sì, dopo questa prima bellissima esperienza mi sono iscritta ad altri concorsi. Ad oggi sono in finale per “Miss Vesuvio”, “Miss mondo Italia”e “cenerentola principessa per una notte”.

A chi o cosa ti ispiri?
Ho avuto la fortuna di avere tanti punti di riferimento nella mia vita che mi hanno aiutato a crescere e migliorare fino ad oggi. Cerco di prendere il meglio da ciascuno di essi, quindi, a seconda delle situazioni mi faccio ispirare da ognuno di loro: mio padre, con la sua sicurezza in se stesso, l’attenzione alla nostra famiglia, il modo di amare mia madre da trent’anni e passa; mia madre, con la sua dolcezza, la generosità nei rapporti umani, l’amore per la casa e la cucina e mille altre cose.

Vuoi lasciare un’impronta in questo mondo?
Le nostre impronte non sbiadiscono mai sulle vite che tocchiamo!

Sogni nel cassetto?
Il mio sogno è quello di diventare un magistrato, amo il diritto!
Il mio primo obiettivo è laurearmi ma se chiudo gli occhi sogno un percorso nel mondo della moda e dello spettacolo.

ANGELA LA GATTA: «VOGLIO ESSERE D’AIUTO PER RESTITUIRE ALLE DONNE LA SERENITÀ DI GUARDARSI ALLO SPECCHIO»

Angela La Gatta è una giovane estetista che offre un trattamento di trucco permanente alle donne oncologiche, un’iniziativa che porta avanti con grande sensibilità e forza, atta a tirare fuori la bellezza insita in ciascuna donna, ridando loro vita, gioia e speranza in un periodo così difficile.

Buongiorno Angela. Come mai ha voluto offrire questa opportunità alle pazienti oncologiche? Da quando ha iniziato?
“Io mi occupo di dermopigmentazione da un anno e mezzo. Ho lavorato in un’azienda che si occupava di altro, poi ho deciso di fare della mia passione il mio lavoro. Mi occupo delle sopracciglia per le persone che hanno lottato contro il cancro e che continuano a lottare, perché ci sono sia conseguenze a livello psicologico sia conseguenze a livello emotivo che non aiutano nel recupero della quotidianità. Voglio essere d’aiuto per restituire alle donne la serenità di guardarsi allo specchio.”

Cosa significa per lei aiutare queste donne?
“Significa aiutarle ad affrontare una nuova vita con le difficoltà e le sfide quotidiane e dare un piccolo aiuto di sostegno psicologico, nelle mie disponibilità, mettendo a disposizione la mia professione.
Tutto questo non aiuta solo il paziente colpito dalla malattia ma anche i familiari perché, nel cammino verso la riappropriazione della normalità dopo aver lottato contro il cancro, ci sono difficoltà che investono anche i familiari. Dunque, aiuto a recuperare l’aspetto della vita sociale, lottando contro le inevitabili conseguenze fisiche e psicologiche.”

Cosa prova mentre le guida in questo cammino?
“Mi sento sollevata. Io stessa ho vissuto da familiare più di una situazione come questa e ho provato un senso di vuoto. Quindi mi sento sollevata nel poter aiutare, anche solo con un piccolo gesto, le persone che hanno vissuto il trauma del cancro.”

Quanto è importante essere accompagnate in questa fase delicata della malattia?
“È un aspetto fondamentale avere delle persone che diano forza. Quando arriva la notizia della diagnosi, un senso di ansia, paura e disorientamento colpisce sia il malato sia i familiari, dai quali deve nascere, poi, una forza maggiore affinché il malato di cancro possa avere a sua volta la forza di affrontare tutte le cure oncologiche e i cambiamenti fisici, senza sentirsi solo.”

Quali sono gli effetti di questo trattamento sulla pelle?
“Si tratta di un trattamento estetico che consiste nell’inserimento di pigmenti biodegrabili nello strato superficiale del derma. Questi pigmenti sono destinati a scomparire nel tempo, per questo motivo si chiama anche semi- permanente. Ha una durata variabile che varia a seconda dell’età e della tipologia della pelle. Non ha nessuna controindicazione. Prima di iniziare il trattamento, la persona deve essere dichiarata guarita da un certificato oncologico oppure può fare il trattamento prima di iniziare le terapie e, dunque, prima della perdita delle sopracciglia ad esempio.”

Quanto conta l’aspetto estetico?
“È molto importante e penso che un malato oncologico abbia dei cambiamenti fisici anche durante le cure che hanno un impatto molto forte e, a volte, è come se si sentisse privato della propria dignità. Guardarsi allo specchio e non vedersi più come prima è anche un dolore. È come se non si riconoscesse.”

Come viene vista oggi questo branca dell’estetica?
“In generale è molto valida come professione anche perché è possibile, grazie alla dermopigmentazione, non solo aiutare un malato oncologico o rendere il proprio viso più armonioso ma viene usata anche in caso di cicatrici, di ustioni, di smagliature, di calvizie – in quest’ultimo caso si parla di tricopigmentazione. Esiste anche la dermopigmentazione paramedicale che in Italia, per legge, è di competenza sanitaria e consiste nella ricostruzione dell’intera aureola mammaria dotata di una certa tridimensionalità.”

Il 28 ottobre, Pasolini nel centenario dalla nascita: “La fine del diverso” di Michel Emi Maritato

PRESSO LA SALA DELLE COLONNE DI LANUVIO PRESENTAZIONE DEL LIBRO LA FINE DEL DIVERSO DI MICHEL EMI MARITATO SU PIER PAOLO PASOLINI

Un libro per raccontare con coraggio e passione la storia e le vicende di Pier Paolo Pasolini, come nessuno ha mai osato fare. Nell’ambito del centenario della nascita di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento, venerdì 28 ottobre 2022, a partire dalle ore 18, presso la Sala delle Colonne della Biblioteca Comunale nel Palazzo Sforza Cesarini, in via Sforza Cesarini, 37 a Lanuvio, si terrà la presentazione de La fine del diverso, Herald Editore, ultima fatica letteraria del giovane e apprezzato scrittore romano, Michel Emi Maritato.
A distanza di tanti anni, dunque, la vita e soprattutto la morte di Pasolini scuotono ancora l’anima di chi, attento ricercatore, colto e stimolato a raccogliere le giuste fonti non si accontenta di accogliere una conclusione come quella che è stata data. Così Emi Michel Maritato, uomo di cultura, presidente di Assotutela, intellettuale, drammaturgo, criminologo, giornalista, ha costruito la sua ipotesi giornalistica in merito alla vicenda Pasolini. Maritato ha affrontato, sviscerato, studiato ogni più piccolo aspetto di questa morte violenta e impensabile tanto da promuovere spunti di riflessioni sostanziali e da accendere l’attenzione della Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Nicola Morra.
Martina Nasini, dell’Associazione Culturale La Terzina, presenterà l’evento, introducendo i saluti istituzionali del Sindaco dott. Andrea Volpi e del Presidente del Consiglio dott. Alessandro De Santis.
Alla presentazione, prenderanno parte autorevoli personaggi ed esimi esponenti del mondo istituzionale, culturale, giuridico e intellettuale: Secondina Marafini, docente di greco, latino e materie letterarie, Aldo Onorati, amico e studioso di Pasolini, Mario Alberti, presidente dell’Associazione culturale “La terzina”. L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio e dal comune di Lanuvio.
Il ricavato del libro, fa sapere Michel Emi Maritato, sarà devoluto in beneficenza, per finanziare: «ad esempio, azioni buone come quella del recupero e il reinserimento sociale dei detenuti. Inoltre chi comprerà il libro sosterrà l’attività di realtà importanti del nostro territorio come l’ospedale Bambin Gesù, la casa famiglia di Rocca di Botte Acero rosso e la fondazione Santobono di Napoli».
Il Presidente del Consiglio dott. Alessandro De Santis, a proposito della presentazione di questo venerdì, dichiara: «È un onore e un piacere poter ospitare la presentazione di un libro importante – come quello del dottor. Maritato – in una delle sale più prestigiose del nostro comune, che presenta anche l’allestimento archeologico del museo di Lanuvio. È importante celebrare il centenario dalla nascita di Pasolini, portando avanti il lavoro fatto con le tante iniziative volte ad approfondire la sua figura.
Come ritiene anche il mio amico scrittore Aurelio Picca, l’opera di Pasolini è spinta da una violenza che si risolve nella tragica morte, in una spinta perenne verso un porto glorioso ma violento incarnato dalla morte stessa.
Pasolini è stato lo scrittore più complesso e profetico, assieme a D’Annunzio, nel panorama italiano. Una personalità molto docile, come ricorda la poetessa Amelia Rossella, una persona silenziosissima».

“SCHERZI A PARTE”: DIETRO LE QUINTE DELLA CANDID CAMERA CON ALESSANDRO REGIS

La redazione di Eccellenze Italiane è lieta di intervistare Alessandro Regis, protagonista di tante gag che hanno incoronato la puntata dello scorso 9 ottobre di Scherzi a parte, la celebre trasmissione in onda su canale 5.

Ciao Alessandro! Ti abbiamo visto su Scherzi a parte, fantastico come sempre. Come ti sei trovato a gestire lo scherzo con Enrico Papi?
“Grazie per i complimenti! Mi sono trovato bene come al solito, non ho riscontrato nessun problema neanche al cambio di sceneggiatura dell’ultimo istante: all’inizio dovevo fare il poliziotto in borghese che spaventava la Salerno con manovre azzardate poi, dato che la ragazza che doveva guidare aveva da poco preso la patente ed era titubante, è stato tutto stravolto . Insomma da poliziotto a delinquente è un attimo (ride).”
Da dove è nata l’idea di questo scherzo?
”L’autore Giorgio Squarcia ha pensato all’idea e ha coinvolto anche me perché apprezza il modo in cui lavoro.”
Hai trovato difficoltà nel reggere la parte del delinquente che guida l’auto per Sabrina Salerno?
“No, nessuna difficoltà. Dovevo fare un’altra parte e mi sono ritrovato a fare l’autista ma mi sono immedesimato subito nel ruolo ed è stato molto divertente, nonostante fosse una parte che richiedeva una certa serietà.”
Ti veniva da ridere in alcuni momenti?
“Sì, ad esempio avrei voluto ridere quando la polizia mi ha fermato e io sono passato nella parte posteriore dell’auto. Sapendo che era uno scherzo, ho dovuto fare la parte anche un po’ da psicopatico, dove la Salerno mi dava del pazzo, del folle e ho continuato ad interpretare quel ruolo dato che era divertente.”
Sono state tagliate delle parti non andate in onda? Se sì, ce le racconteresti?
“Sì, sono state tagliate due parti fondamentali molto divertenti che probabilmente la redazione o la Salerno stessa ritenevano fossero troppo pesanti, cruenti o di grande tensione: ad esempio il momento il cui io e Sabrina Salerno siamo stati ammenettati e lei faceva molta forza per liberarsi oppure i momenti in cui lei piangeva su di me; oppure il momento in cui stavamo in alto sopra un ponte, una gag di 4 minuti molto simpatica che gli autori hanno tagliato probabilmente per un motivo di tempi troppo lunghi.”
Hai qualche altro programma in corso?
“C’è un’imminente programma che ho già registrato per Radio Cusano Tv Italia. Il programma è “Si fa per dire” condotto da Annalisa Colavito che andrà prossimamente in onda. Attualmente sto lavorando per una nuova canzone con i ragazzi della Techpro Records, un eccellente studio di registrazione a Roma, in cui sono state prodotte canzoni per artisti importanti, come Albano e Jasmine Carrisi per Aída Yéspica, DAny k e tanti altri. Ho ancora molto da dare, ovunque.

Grazie per l’intervista.”

OSTIA FILM FESTIVAL ITALIANO: SUCCESSO ED EMOZIONI TRA CINEMA, MUSICA, TEATRO E SOCIALE

Si è svolta al Teatro Lido di Ostia la terza edizione OFFI Ostia Film Festival Italiano, una rassegna dedicata al cinema, alla musica, alle donne nell’arte, al sociale, ai grandi del passato, ai nuovi talenti, al teatro ed alla cultura, con la direzione artistica di Francesca Piggianelli, condotto da Massimo Zamponi. Patrocinato dalla Regione Lazio, Direzione SIAE, con il Patrocinio e Supporto di Roma Lazio Film Commission e Cinecittà Panalight e “Con il riconoscimento della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della cultura”.

Sold out per il primo appuntamento, protagonista la Festa conclusiva del Roma Videoclip Indie, i Premi Speciali sono stati assegnati con grande partecipazione e presenza da parte degli artisti, registi e produttori provenienti da tutta Italia, tra i numerosi premi quelli delle radio: Radio Godot, Radio Sanremo Web, Radio Base Canarie, Terza pagina Magazine, inoltre Premio SIAE, Cinecittà Panalight, riconoscimenti della Direzione del Festival.
Nel secondo appuntamento, un’altra serata indimenticabile dedicata ai grandi del passato, al Cinema dietro le quinte, alle donne nell’arte, ai nuovi registi e talenti con proiezione di trailer, clip, cortometraggi con la presenza di artisti, registi, scrittori ed incontri con ospiti d’eccezione.
Momento magico ed emozionante, accolta con un grande applauso Carlotta Proietti premiata per la sua bravura, talento, per le sue molteplici attività e per l’omaggio a Pier Paolo Pasolini, con l’interpretazione del brano “Il valzer della toppa” scritto da Pier Paolo Pasolini. Carlotta felice e commossa per il riconoscimento, ha chiamato sul palco la mamma Diletta Proietti per condividere la gioia, dichiarando che è stata un’eccezione la sua presenza sul palco e quindi maggiormente emozionata.
Per l’omaggio ai cento anni di Pier Paolo Pasolini è stato presentato in anteprima, il libro di Michel Emi Maritato “La fine del diverso”.
A seguire incontro e premio per alcuni talentuosi registi presenti: Simone Amendola con il produttore Cristiano Sebastianelli per “Nessun nome nei titoli di coda”, il regista Ciro Formisano per “L’altro buio in sala”, inoltre Christian Marazziti a cui è stato dedicato un breve omaggio per il nuovo cinema italiano, regista attore sceneggiatore è stato premiato per il documentario Covid-19 “Il virus della paura”, per il cortometraggio “Amici di sempre” e sul palco anche uno dei bravi protagonisti Dario Bandiera, per concludere il videoclip “Oblivion”, con la presenza della nota pianista Natalia Paviolo e compositrice Italo-Argentina che ha ricevuto un premio speciale di cinema e musica.
Prima di scendere dal palco per i saluti, Dario Bandiera ha intrattenuto il pubblico con battute divertenti evidenziando la sua bravura e spontanea ironia.
Nell’ultima serata riconoscimenti speciali a Dario D’Ambrosi creatore del movimento teatrale chiamato Teatro Patologico rivolto a ragazzi con disabilità fisiche e psichiche e al regista Simone Lupi per il cortometraggio “Io sono un po’ matto e tu?”. Premi speciali anche a due cortometraggi sociali, Red Market di Walter Nicoletti sul tema Internazionale sul traffico degli organi e giochi d’azzardo ed a Mirella di Kassim Yassin Saleh che tratta il tema della disabilità; a seguire è stato proiettato il videoclip “Carrozzella romana” di Rodolfo Laganà, regia di Giovanni Pirri, un videoclip ironico con un tema sociale a lui caro, emozionando il pubblico con un video saluto che il bravo artista a sorpresa ci ha inviato. Premiato anche Enzo Salvi per le sue attività artistiche e sociali, felice del riconoscimento proprio nella sua Ostia. Un gran finale in omaggio alle donne nell’arte, cinema e musica con premi assegnati a Livia Bonifazi, Cristiana Ciacci della Little Tony Band e Daniela Giordano.

Si ringraziano: Teatro Lido di Ostia, Agnese Branca di Romarteventi, Massimiliano Mambor, Carlo Senes, Marco Aceti, Simone Petralia, Emiliano Marsili, Martina Zaralli, Simone Bartoli, il Comitato d’Onore: Elettra Ferraù, Giampietro Preziosa, Luca Verdone, Saverio Vallone, Fabrizio Pacifici, le Istituzioni, gli Sponsor: Premi Branca, Petrone Antica Distilleria, Chiara Coricelli Amm.delegato di Pietro Coricelli S.p.a, Stappando enocultura, Studio Erca&Partners, Marinauto Ostia, Artemisia lab, Frimm immobiliare, Canale10, Terza Pagina Magazine, OstiaTV, Matteo Vari e Stefano Porro, OST friendly food and drink One long bar, Gusto Glam restaurant, e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa edizione.

INTERVISTA AL PERSONAL TRAINER GIANFRANCO APUZZO

Oggi cerchiamo di analizzare una delle figure più in voga in questo periodo, ossia il personal trainer.
Ci siamo recati alla palestra Mister Gym di Roma, una delle più importanti di Roma e nella quale si formano diversi campioni di bodybuilding e pugilato.
Abbiamo incontrato Gianfranco Apuzzo, un personal trainer che lavora da qualche anno proprio qui.
MARTINA: Buongiorno Gianfranco , da quanti anni sei un personal trainer ?
GIANFRANCO: Buongiorno, quest’anno è il trentesimo, trenta anni tra il ferro e il sudore, in realtà io sono un life coach, che è qualcosa di più complesso.
MARTINA: Oddio non conoscevo questa figura, mi spieghi la differenza ?
GIANFRANCO: Certo, un personal trainer si occupa della tua fisicità, del tuo benessere fisico, dal quale poi chiaramente deriva anche quello psicologico; il Life coach si occupa molto di più della tua vita, entra, sempre con il permesso del cliente, nella sua vita a 360º, entra nella sfera emotiva, affettiva, sentimentale.
MARTINA: Bella vita quella del personal trainer?
GIANFRANCO: Sarei un ipocrita nel dirti che non è bella, certo dalla mattino presto alla sera tardi – orari per correre dietro agli appuntamenti in palestra e nelle case – richiedono zero fatica fisica ma la soglia dell’attenzione non deve mai scemare, perché con i pesi è un attimo a farsi male , si fatica solo quando ci si allena, con un regime alimentare pulito per almeno sei giorni alla settimana, no alcol , no fumo, e la mia ragazza . –
MARTINA: La tua ragazza? A proposito di ragazze cosa ci racconti?
GIANFRANCO: Tante , tante belle che ti girano intorno , ma sai ad un certo punto, parlo per me chiaramente, è come se fossi un pittore, bellissime donne da dipingere, in questo caso migliorare ulteriormente o mantenere il loro aspetto nulla di più , e poi mi sembra un pochino banale il cliché dell’ istruttore fico. Anche perché se ci provi con ogni ragazza , si sparge la voce e non lavori più . Io poi ho la mia ragazza che mi fa stare benissimo e se stai bene con una persona e non hai più vent’anni, non vai a cercarne un altra.
MARTINA: Sì d’accordo ma, si sa che il personal è una di quelle figure , come l’istruttore di ippica, di tennis, di nuoto, che provocano un certo non so che nelle donne , o no?
GIANFRANCO: quello che dici è vero , negli uomini, la poliziotta, l’infermiera, sono altresì figure che stimolano l’eros in maniera particolare, per quanto mi riguarda il discorso è più complesso , non è il metro e novanta, gli occhi azzurri, o i muscoli a stimolare tanto la donna, piuttosto è un feeling erotico che si stabilisce tra l’educatore e l’educando. Una sottile linea erotica che già nell’antica Grecia faceva sì che l’alunno più bravo venisse carezzato dalle attenzioni del maestro, se ci pensi bene tu a scuola imparavi meglio o più volentieri dagli insegnanti che ti mettevano di più a tuo agio.
MARTINA: Che studi ha fatto Gianfranco per usare tanta filosofia ?
GIANFRANCO: Sono quasi e sottolineo quasi – sorride – laureato in pedagogia , poi mi sono specializzato però con la federazione più importante ( al tempo ) di bodybuilding, la IFBB quella di Arnold per intenderci, che è Schwarzenegger, il più grande campione almeno fino adesso mai esistito. Sono anche esperto in alimentazione e terapista shiatsu .
MARTINA: Hai una tipologia di cliente che preferisci allenare ?
GIANFRANCO: Sì, amo le sfide, quindi preferisco persone che hanno bisogno non solo di supporto per il loro fisico ma anche per la loro interiorità , per esempio, adolescenti che non possono essere seguiti dai genitori o uomini che hanno interrotto relazioni sentimentali importanti e vogliono rivalutare la loro vita.
MARTINA: Preferisci seguire di più le donne o gli uomini ?
GIANFRANCO: Entrambi hanno pro e contro, le donne danno più soddisfazione , apprendono più velocemente e ti danno più fiducia, ma di contro c’è sempre il pericolo di cui parlavamo prima, ossia che si tenti di andare oltre il normale rapporto allenatore – allievo . Gli uomini sono più accattivanti, più complici, ma tendono a dare meno fiducia, diciamo che l’ego maschile a volte la fa da padrone.
MARTINA: Perché si diventa personal trainer ?
GIANFRANCO: Perché ad un certo punto, ti rendi conto che la tua vita, ha uno stile ben definito, non puoi più fare a meno dell’allenamento, e inizi a studiare la fisiologia, e l’alimentazione, e così come per magia, in un attimo la tua passione la fai divenire lavoro.
MARTINA: Gianfranco sei a favore dell’uso di sostanze dopanti ?
GIANFRANCO: Il discorso è complesso , sai , rispetto chi lo fa ma non condivido, voglio dire, se ti fai steroidi per andare al mare, rischi la vita per nulla, se lo fai perché hai scelto un percorso da atleta e partecipi agonisticamente alle gare, allora posso capire che il rischio valga un pochino, perché se diventi un campione, si aprono le porte del cinema, della pubblicità e ne puoi ricavare soldi per vivere.
MARTINA: Pensi che sia una professione che si può fare per tutta la vita o soltanto quando si è giovani e prestanti ?
GIANFRANCO: Visto il l’innalzamento della aspettativa di vita , si ha più esigenza di avere una buona forma fisica anche in età matura, così l’esempio di un istruttore che sia un pari età e sia in buona forma fisica, porta la professione a non avere flessioni o stop.
MARTINA: Un consiglio a chi vuole intraprendere questa professione ?
GIANFRANCO: Oggi bisogna tenere presente che la laurea in scienze motorie, non è una sufficiente garanzia di preparazione ,se la si richiede esclusivamente, si penalizza chi studia con federazioni apposite e chi ha alle spalle anni di esperienza. Sapere allenare e seguire nella sala pesi chi si allena non vuol dire solo conoscere anatomia, biomeccanica e fisiologia, vuol dire anche conoscere la psicologia di chi si allena, sapere come aiutare un atleta che sulla panca dei pettorali sta tirando sù duecento chili o alzando uno squat di trecento chili, e tutto questo se non sei allenato ( ma sei laureato ) , se non hai la tecnica e l’esperienza per farlo, diviene difficile .
MARTINA: D’accordo Gianfranco vengo ad iscrivermi domani così potrò mangiare di più .
GIANFRANCO: L’ottanta percento della palestra si svolge a tavola .
Ci guardiamo e ridiamo entrambi.