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La Fondazione Enasarco presenta la prima Relazione Annuale a Palazzo Wedekind

È stata presentata presso Palazzo Wedekind a Roma la prima Relazione annuale della Fondazione Enasarco (Ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio): “Il futuro della Fondazione tra efficienza e trasparenza”. Nata nel 1939, Enasarco continua ad assolvere la mission storica di assistenza e tutela degli agenti e rappresentanti di commercio, provvedendo alla previdenza integrativa, all’assistenza, all’istruzione professionale e all’espletamento di tutte le attività individuate dalla contrattazione collettiva nazionale. 

LA FONDAZIONE IN NUMERI 

Nel 2021 gli iscritti sono stati 351 mila, di cui circa 218 mila contribuenti e 133 mila pensionati Enasarco. A fronte di 1.250 milioni di euro di contributi nel 2021 (per il biennio 2022-2023 è atteso un incremento annuo del 3%), sono 1.043 milioni di euro le prestazioni erogate nello stesso anno (per il 2022 si prevede un incremento del 4% e per il 2023 del 7%). Sempre nel 2021 il risultato economico di esercizio è stato pari a 187,8 milioni di euro, mentre l’ammontare del patrimonio netto è stato di 5.434 milioni di euro.  

PRESTAZIONI ASSISTENZIALI 

In un contesto socioeconomico caratterizzato da una incertezza crescente e da un accesso al credito sempre più difficoltoso, le attività di welfare svolte dalla Fondazione si estendono a tutto lo spettro assistenziale e giungono fino all’integrazione delle prestazioni sanitarie e agli aiuti relativi alla stipula di mutui per l’acquisto della casa. L’offerta di welfare della Fondazione appare così tra le più evolute e complete nell’intero settore degli Enti di previdenza privata. 

Negli ultimi mesi Enasarco ha messo a disposizione degli iscritti nuovi strumenti assistenziali, tra i quali la polizza sanitaria stipulata con EMAPI (Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani), attiva dal 1° novembre 2022 e il “Progetto Salute Donna”, con il quale sono state stanziate risorse per rimborsare esami diagnostici (Pap Test, Ecografie transvaginali, Ecografie mammarie, Mammografie, Test HPV o DNA HPV Test). A budget per il biennio 2022-2023 sono stati stanziati 22,5 milioni di euro per ciascun anno. 

Nel 2021 sono state garantite le risorse dedicate al ristoro in favore degli agenti in difficoltà a causa della pandemia da Covid-19. Tali contributi hanno rappresentato il 20% della spesa assistenziale sostenuta dalla Fondazione. Inoltre, le risorse dedicate alla tutela del nucleo familiare hanno costituito il 35% della spesa destinata al welfare, mentre le prestazioni erogate a titolo di tutela della salute e del benessere psicofisico sono state pari al 45% della spesa complessiva

PATRIMONIO IMMOBILIARE E MOBILIARE 

Oggi la Fondazione è impegnata ad efficientare la gestione del patrimonio, attraverso la riconversione, la ristrutturazione e la riqualificazione del portafoglio immobiliare diretto e indiretto. La finalità del progetto è volta ad una più proficua valorizzazione degli asset immobiliari, per scendere di peso al 20-25% sul patrimonio immobiliare che vale complessivamente 2,8 miliardi di euro. 

Al contempo, è in corso l’efficientamento della gestione degli asset mobiliari e tra le priorità dell’Ente vi è l’attuazione dei principi della sostenibilità, attraverso un modello di “Inclusione/Integrazione dei fattori ESG nella gestione finanziaria”. Quest’estate, è stato approvato il documento di Asset Allocation Strategica che avvia un primo investimento di circa 500 milioni di euro in BTP. In tal modo, Enasarco si impegna ad attuare una politica di risparmio e di tutela degli agenti, investendo allo stesso tempo in economia reale. 

Per il Presidente della Fondazione Enasarco, Alfonsino Mei: “L’obiettivo della Prima Relazione Enasarco è quello di posizionare la Fondazione nel cuore del sistema previdenziale italiano e della vita del Paese, in una costante e proficua interlocuzione con le Istituzioni. Si tratta di un nuovo corso, volto a mutare la sua reputazione, anche attraverso il coinvolgimento di tutte le forze rappresentative. Tra i primi atti della mia gestione vi è l’affidamento di una due diligence riguardante il patrimonio immobiliare, per una profonda valorizzazione di questo asset. La finalità è quella di ridurre il peso del patrimonio immobiliare. Per quanto riguarda il portafoglio degli investimenti mobiliari, soprattutto verso imprese italiane, stiamo privilegiando le aziende impegnate nella transizione ecologica. La Fondazione, infine, è orientata a fornire agli iscritti servizi di welfare innovativi ed efficaci, nella consapevolezza che essi sono al centro delle attenzioni e delle scelte operative di Enasarco”. 

Morto Renato Balestra

È morto ieri Renato Balestra, a 98 anni. A darne il triste annuncio le figlie e la nipote che si occuperanno del futuro del marchio.

Unico e senza tempo, il brand Renato Balestra è distribuito in oltre 70 grandi magazzini americani e sfila in tutto il mondo nelle Filippine, a Singapore, in Thailandia, Giappone, Malesia, Indonesia, in Medio ed Estremo Oriente. Da sempre veste le donne più importanti ed eleganti del mondo, tra cui first lady, principesse e imperatrici.
Il mitico “Blu Balestra” è intramontabile, un blu brillante, magico e inimitabile, un colore unico che è tuttora un simbolo indiscutibile della Maison.
Si stringe al dolore della famiglia e ne dà le condoglianze l’amico Michel Emi Maritato che ci ricorda l’eccellenza italiana in assoluto come testimonial.
I funerali si terranno il 29 novembre alle ore 12 nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma.

CLAUDIA CONTE: Una mostra d’arte per combattere la violenza contro le donne

L’imprenditrice e attivista per i diritti umani Claudia Conte ha presentato ieri a Roma, in una data simbolica come il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la mostra d’arte Women for Justice, a sostegno delle donne in guerra.

La mostra già presentata a Milano con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata d’Ucraina e di Rai per la Sostenibilità, punta tutta l’attenzione sulle donne che giorno dopo giorno devono combattere per vedere tutelati i propri diritti. Anche quelli primari, legati all’esistenza stessa.

Si pensi all’Iran, ma anche all’Afghanistan, o all’Ucraina martoriata dalla guerra scatenata dall’invasione russa: sono numerosi e sparsi in tutto il pianeta i contesti in cui il solo fatto di essere donna può esporre a gravi rischi.

La mostra che la Conte ha ideato e organizzato in collaborazione con Roma Capitale all’interno dell’iniziativa “L’Isola che non c’era”, è stata donata al quattordicesimo municipio, Santa Maria della Pietà, l’ex ospedale psichiatrico più grande d’Europa.

Il percorso espositivo, curato dall’antropologa Francesca Grisot, prevede un omaggio al lutto delle donne ucraine con le opere della fotografa Tetyana Erhart, a cui seguono quelle di quattro artiste afghane (Fatimah Hossaini, Roya Heydari, Tahmina Alizada e la regista Sahraa Karimi) che raccontano, attraverso i loro scatti, una donna afghana piuttosto lontana dai tradizionali stereotipi. Tra le opere esposte, anche un imponente arazzo realizzato dal giovane artista Sebastiano Furlotti, dal titolo Per chi suona la campana.

Per offrire a un grande numero di persone la possibilità di visionare le opere e contribuire alla valorizzazione di un’area urbana di grande importanza storica, Claudia Conte ha deciso di donare l’intera mostra a Roma Capitale, rendendo permanente la presenza delle opere a Santa Maria della Pietà.

Il 25 novembre alle ore 18.00, in vista dell’apertura ufficiale di Women for Justice, si è svolta una tavola rotonda, in diretta su Radio Radicale, presso Binario F from Facebook, l’hub di Meta per le competenze digitali. A moderare gli interventi la stessa Claudia Conte.
Dopo il benvenuto del Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi e di Claudia Trivilino, public policy manager Meta, gli interventi di Monica Lucarelli, assessora alle Politiche della Sicurezza, Pari Opportunità e Attività Produttive di Roma Capitale, Silvia Salis, vicepresidente CONI, Parisa Nazari, mediatrice culturale iraniana, Shahrbanu Haidari, presidente dell’Associazione solidarietà donne per le donne afgane.
Presenti anche Oksana Amdzhadin, ministro dell’Ambasciata d’Ucraina in Italia; Paola Radaelli, presidente Unione Nazionale Vittime (UNAVI); Angela Tibaldi, consigliere PTS GROUP e VP PTS;  Andrea Catizone, legal advisor gender equality, diversity & inclusion e Anita Falcetta, presidente Women Of Change Italia.

Saluti finali di Paolo Vicchiarello , DG Struttura di Missione per la valorizzazione dei grandi anniversari della Presidenza del Consiglio che ha patrocinato l’iniziativa.

ESTER CESILE LA BELLA, TRAGICA E TRISTE RAGAZZA CHE TUTTI DESIDERANO MA CHE NESSUNO AMA TORNA CON UN NUOVO SINGOLO “Ragazza Triste”


DA OGGI 25 NOVEMBRE È PRESENTE IN TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI “RAGAZZA TRISTE ” IL NUOVO SINGOLO DELLA CANTAUTRICE ESTER CESILE PER L’ETICHETTA PURPLEMIX, DISTRIBUITO DA BELIEVE.
Da oggi è disponibile “Ragazza Triste” il nuovo singolo di Ester Cesile.

Ester sta costruendo la sua immagine sull’essere la bella, tragica e triste ragazza che tutti desiderano ma che nessuno ama.
Se il suo primo album “Cento Lettere” scoppia di amore e di romanticismo letterario nonostante il suo stile malinconico, nel suo ultimo singolo “Ragazza Triste”, Ester s’interroga se è nata per amare e non essere amata. “Ragazza Triste” è un esplosione silenziosa che penetra in profondità e non ti abbandona, come se tutti noi fossimo parte di quella ragazza triste. Il brano mostra una spiccata sensibilità artistica e umana con un mood sonoro che punta oltreoceano, ispirandosi allo stile americano che fonde influenze retrò con contaminazioni elettroniche moderne. La voce di Ester è un sussurro che si muove leggero supportato da poche note, che sembra volerti trasmettere tutta la sua intimità con un amore smisurato. Ester con questo nuovo singolo che riprende la malinconia dei precedenti diventa l’espressione di una fragilità caratteriale ed esistenziale che permette a tutti noi di riconoscerci in lei. La cantautrice ci consente attraverso la grazia e la dolcezza del sue parole, di avvicinarci ai suoi vissuti di fragilità. Quella fragilità che è in ognuno di noi. È lei stessa che vorrebbe essere definita la “voce della fragilità”. Nel brano Ester affronta una tematica molto delicata, ora che la sua vita si sta affacciando all’età adulta, la possibilità di un nuovo amore si tramuta nel timore di non essere più amata. Le amiche però l’aiutano a superare questa convinzione e il dolore causato da un uomo che l’aveva consumata. “Riesci a vedere attraverso le mie lacrime quant’è dolce questa mia tristezza?” Questa dice la cantautrice è la frase del brano che ama di più.
Biografia
Ester Cesile classe 1997 è una cantautrice italiana e studentessa di lettere.
Fin da bambina il suo sogno è stato quella di diventare una brava scrittrice.
All’età di 18 anni si è avvicinata al mondo del cantautorato per pubblicare nel 2020 “Scrivo Di Te” un EP di quattro brani realizzato insieme a Walter Babbini.
Ad Aprile 2022 pubblica il suo primo album “Cento Lettere”, un progetto discografico che racchiude tutto il suo mondo fatto di atmosfere malinconiche e romantiche dove l’idea è stata quella di rendere bella l’estetica della perdita di un’amore, della nostalgia e dell’infelicità, curato interamente da Walter Babbini presso il PurpleMix Studio e distribuito da Believe.
Ester, come cantautrice sembra desiderare che le sue canzoni, che lei definisce lettere d’amore, vengano lette e ascoltate come confessioni, che parlano in un modo particolare, vero, intimo e allo stesso tempo consapevole di quelli che sono stati e sono i suoi sentimenti.

Alessandrini alla consulta del Commercio

Alessandrini è stata nominata come componente della consulta del Commercio del I Municipio di Roma per AssoTutela.

“Ringrazio il presidente del consiglio del I Municipio di Roma Ricciardelli e il presidente della commissione commercio Grazioli per l’ottima accoglienza e promulgazione della Consulta per il Commercio, orgogliosa di esserne componente, in rappresentanza di Assotutela, come delegata per il
Commercio.” Così in una nota Arianna Alessandrini, componente del dipartimento Commercio di AssoTutela, pronta per il suo nuovo incarico.

Maritato appello urgente alla Meloni occorrono fondi per la Sla

Michel Emi Maritato – presidente di AssoTutela – appella al governo la ripresa della ricerca sulla Sla e uno stanziamento di fondi necessari per una malattia che debilita, a 360 gradi, il paziente, non risparmiandolo nemmeno dal punto di vista psicologico, ma anche tutta la famiglia che vive questo dramma.

Per aiutarli è stato creato un nuovo coordinamento all’interno dell’associazione, che è attiva più che mai, sia politicamente che socialmente. Enzo Proietti è stato nominato come coordinatore nazionale per la disabilità e, precisamente, per la Sla dal momento che, in virtù del suo ruolo di coordinatore ed essendo lui stesso un paziente, può ben comprendere cosa occorre ai malati di Sla. L’augurio ad Enzo a nome dell’associazione tutta per quanto di positivo potrà regalare.

RAI UNO – OSPITE MICHEL EMI MARITATO CON “LA FINE DEL DIVERSO”

Ieri sera su Rai Uno, Michel Emi Maritato – giornalista, autore, tributarista, presidente di AssoTutela – è stato ospite della celebre trasmissione “Mille e un libro” di Giggi Marzullo: l’ultimo libro del dottor. Maritato, intitolato “PPP – La fine del diverso”, espone la verità assoluta sulla morte di Pasolini, strettamente legata a quella di Moro e di Mattei, tanto che la commissione antimafia del governo appena caduto, prima di cadere, ha riaperto il caso Pasolini associandolo all’uccisione di Aldo Moro.

Michel Emi Maritato interviene a proposito di questo romanzo in cui «si parla del legame che intercorre tra la politica e la morte del poeta, passando per i pensieri di Aldo Moro ed Enrico Mattei. La verità che emerge non è basata su ipotesi giornalistiche, bensì è scritta basandosi su prove». Queste le parole dell’autore Michel Emi Maritato.
È disponibile anche una versione audio del romanzo, destinata ai lettori non vedenti, con le colonne sonore gentilmente concesse dal regista Ivan Silvestrini.

INTERVISTA AD ALESSIA SARNO, MODELLA E SOGNATRICE

La redazione di Radio Sanremo Web è lieta di intervistare Alessia Sarno, giovane modella e studentessa che, tra sacrifici e tanto studio, rincorre un sogno: non c’è niente di più bello di sognare, credere e lottare affinché i nostri sogni si avverino.

Ciao Alessia, quanti anni hai e di dove sei?
Ciao, sono Alessia Sarno, sono di San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli. Tra pochi giorni compirò 16 anni.

Cosa fai nella vita?
Frequento il terzo anno del liceo classico ad indirizzo giuridico economico.

Da dove nasce la tua passione per la moda?
La passione per la moda nasce per caso. Un pomeriggio d’estate, mentre ero in vacanza, fui avvicinata dagli organizzatori di un concorso noto in Calabria con il nome “Miss modellare ad arte”, mi invitarono a partecipare ad una tappa, andai in bicicletta e per gioco vinsi. Superai altre tappe fino a vincere il titolo regionale.

Hai partecipato a qualche concorso/ programma?
Sì, dopo questa prima bellissima esperienza mi sono iscritta ad altri concorsi. Ad oggi sono in finale per “Miss Vesuvio”, “Miss mondo Italia”e “cenerentola principessa per una notte”.

A chi o cosa ti ispiri?
Ho avuto la fortuna di avere tanti punti di riferimento nella mia vita che mi hanno aiutato a crescere e migliorare fino ad oggi. Cerco di prendere il meglio da ciascuno di essi, quindi, a seconda delle situazioni mi faccio ispirare da ognuno di loro: mio padre, con la sua sicurezza in se stesso, l’attenzione alla nostra famiglia, il modo di amare mia madre da trent’anni e passa; mia madre, con la sua dolcezza, la generosità nei rapporti umani, l’amore per la casa e la cucina e mille altre cose.

Vuoi lasciare un’impronta in questo mondo?
Le nostre impronte non sbiadiscono mai sulle vite che tocchiamo!

Sogni nel cassetto?
Il mio sogno è quello di diventare un magistrato, amo il diritto!
Il mio primo obiettivo è laurearmi ma se chiudo gli occhi sogno un percorso nel mondo della moda e dello spettacolo.

La vita accade

di Barbara Fabbroni

As I look into your eyes. I see all the reasons why. My life’s worth a thousand skies. You’re the simplest love I’ve known. And the purest one I’ll own. No you’ll never be alone”. La bellezza e la ricchezza della vita è tramata all’interno dell’itinerario indescrivibile dello sguardo, degli occhi che si aggrappano allo sguardo dell’altro creando quell’andare della vita che si fa “virtute e conoscenza”. È nella densità dell’incontro che la vita stessa svela i motivi per cui ogni esistenza vale mille cieli. Anche se i cieli spesso cambiano sopra di noi cuciono insieme emozioni, sensazioni, passioni che ci restano aggrappate come se fossero la nostra seconda pelle. E l’amore, quella carezza della sera, del quotidiano che diventa assoluto solo nella sua semplicità, perché la purezza è solo perfezione assoluta. Tutto questo fa sì che l’essere umano non resti mai solo. Marc ci regala una canzone solo all’apparenza leggera e scansonata ma che all’interno custodisce e cela messaggi che fanno riflettere accarezzando l’anima e il cuore. Il suo viatico di artista è ricco di esperienze e di mondi, di incontri e collaborazioni, di possibilità e declinazioni avvincenti. Intervistarlo è entrare a piccoli passi nel suo mondo genuino e creativo.

Chi è Marc?

Sono Marco Cucchelli in arte Marc, nasco a Padova il 22 Settembre 1995. 

Come arriva la musica nella tua vita?

La musica entra nella mia vita sin da giovanissimo, ho iniziato a soli 11 anni a studiare basso elettrico. Devo tutto al mio professore di musica, ci faceva ascoltare dei dischi durante le sue lezioni. Mi sono incuriosito. È stata un’illuminazione e subito compresi che quel mondo mi apparteneva, lo sentivo mio. All’epoca amavo suonare i cantautori italiani oltre che canzoni di gruppi stranieri. Ho frequentato il liceo musicale e lì il mondo della musica si è aperto in un palcoscenico completamente nuovo, ho incontrato la musica classica tanto che dopo il liceo il passo verso il conservatorio è stato il giusto viatico per dar vita al mio sogno, al mio itinerario musicale. Con il Liceo Musicale scopro anche la mia attitudine a cantare.

E poi?

Sono arrivati i miei primi lavori, il mio primo singolo e l’album “Ho seminato amore”. 

Fintantoché il 4 novembre è uscito “Baby You Need Me”, il tuo nuovo singolo, c’è anche una star internazionale?

Un singolo importante dove ho collaborato con un’artista internazionale importante: Macy Gray. Per me è stato un sogno che si avverato, un traguardo importante da cui partire per nuovi percorsi.

Come è nato questo brano?

Baby You Need Me” è un brano in cui si avverte il mio cambio di rotta, un pezzo che mette in risalto una nuova consapevolezza ottenuta con tanto duro lavoro. Sai un artista durante il suo percorso capisce di cosa ha bisogno, ma più si sviluppa e più coglie le sfumature della propria personalità artistica.

Oggi che tipo di musica ti appartiene?

Ho un’attitudine più legata al pop.

Come è stato lavorare con Macy Gray?

Se ci penso, ancora mi fa strano lavorare con un’artista iconica come Macy Gray. Conoscevo il suo mondo, mi ha sempre incuriosito sia la sua personalità sia il suo mondo musicale. Questa collaborazione mi ha stimolato ancor di più a trovare altre vie, altre esperienze, a sperimentare altri itinerari musicali, a formarmi e crescere con determinazione e passione. Ciò che sto vivendo adesso è un percorso di crescita consapevole di cui avevo bisogno.

Hai girato anche un videoclip?

È stata realizzata anche una versione in lingua italiana di “Baby You Need Me”, accompagnata da un videoclip girato al Caribe Bay di Jesolo che vede un cameo dell’ex Miss Italia Denny Mendez e la straordinaria partecipazione di Ilenia De Sena.

Hai partecipato anche agli eventi di MSC crociere?

Il tutto è nato dalla collaborazione con il concorso nazionale Miss Blumare all’interno della flotta di MSC. Sono stato coinvolto in un tour estivo, abbiamo attraccato in molte città italiane, tour che si è concluso con la finale nazionale della 14° edizione, a bordo della costa Grandiosa, una fantastica nave da crociera. La serata finale ha visto trionfare la ragazza italo-ucraina Romina Covino. 

È cambiata solo la tua musica oppure anche tu sei per così dire maturato?

Oltre alla musica è cambiata anche la mia immagine. Infatti, con questo brano ho trovato una dimensione che descrive il mio presente. È un percorso che voglio intraprendere per plasmare la mia identità, per costruire il mio mondo artistico, per accrescere la mia conoscenza musicale.  È un’evoluzione continua e al tempo stesso una maturità che nasce all’interno di me.  

Ho letto che il 2022 ti ha portato a una svolta artistica, cosa significa?

È un anno importante non solo per la collaborazione con Macy Gray anche per i vari progetti che sono in cantiere.

La tua musica è per i Millennials o la GenZ?

Sono un Millennials per cui la mia musica è sicuramente più vicina a loro, sebbene cerchi di coinvolgere le persone che desiderano ascoltare musica, divertirsi ed essere leggeri. C’è bisogno di rilassarsi e vivere la vita con più leggerezza che non è superficialità bensì voglia di sentire la vita scorrere nelle vene, nell’anima.

Progetti?

Ce ne sono molti, tutte entusiasmanti.

Sogni nel cassetto ne abbiamo?

Il mio sogno è continuare a fare musica. Voglio crescere, sperimentare, studiare e continuare a formarmi. 

Le intense alchimie del Premio Felix

di Barbara Fabbroni

L’itinerario del Premio Felix inizia dalla consapevolezza che tutto si racchiude all’interno di un significato significante da cui si origina il viatico verso la conoscenza dell’arte in tutta la sua declinazione artistica. Felix in latino ha un significato che abbraccia vari significati, diventando lo stimolo alla ricerca dell’essenza delle cose e dell’accadere nel suo algoritmo più intimistico. Uliana Kovalera è il cuore pulsante di questo avvincente progetto che, di anno in anno, si arricchisce e forgia in maniera sempre più globale. È un progetto perfetto dalle sfaccettature luminose come un diamante che racchiude in sé tante possibilità poiché l’arte che cosa sarebbe se non ci fosse un autore che dialoga con uno spettatore? Il Premio Felix, per come è organizzato e strutturato, per la filosofia che lo contraddistingue, sembra racchiudere i significanti più profondi di un progetto fenomenologico del cinema dove i pilastri essenziali sono alla base di questa manifestazione. Il cinema diventa un’attività di conoscenza e crescita, che permette la comprensione della vita e al tempo stesso dà forma alla vita stessa. Il cinema così inteso non è solo sapere, ma anche scelta di vita: è salvezza e redenzione, è possibilità e appartenenza, è essenza ed esistenza. Incontrare Uliana Kovalera è come incontrare il progetto fenomenologico del cinema mondiale. Con lei abbiamo attraversato la nascita e la crescita del Premio Felix all’interno di un dialogare profondo e intenso.

Il Cinema è davvero arte per tutti?

Il cinema non solo è per tutti ma è alla portata di tutti. Così l’arte nel suo insieme entra a far parte della vita delle persone forgiandone l’anima e aiutandole a stimolare non solo la fantasia ma anche la costruzione narrativa delle immagini. Il cinema ha una natura universale. È un ponte verso gli altri e uno specchio nel quale rifletterci e proiettare le proprie esperienze di vita ricucendone le stramature e rendendo le penombre accessibili. Il cinema ha la capacità di oltrepassare le frontiere dimostrando che apparteniamo tutti alla stessa famiglia. 

Da dove arriva il suo amore per il cinema?

Ho sempre amato il cinema. Ho avuto anche qualche esperienza attoriale ma poi ho scelto la mia strada diventando produttore.

Come nasce il Premio Felix?

Sono sempre stata una produttrice cinematografica, il cinema per me rappresenta l’arte a tutto tondo, è la magia che accarezza la vita conducendo in uno spazio dove è possibile incontrare sé stessi, fare consapevolezza dell’accadere, condividere culture, conoscenze, emozioni. Il Premio Felix nasce con l’intenzione di dare spazio e voce al Cinema internazionale, permettendoci di “viaggiare” idealmente attraverso paesi e culture, esperienze di vita ed emozioni, graziead un’Arte che è per tutti. 

Perché Felix?

Felix è una parola latina che ha molti significati tra cui: fortunato, ricco, felice, fecondo, sacro. Se ben ci pensiamo il cinema è tutto questo. È fortunato poiché sia chi fa cinema sia chi guarda un film ha la fortuna di entrare in contatto con un’opera artistica. È ricco perché accresce la sua conoscenza e consapevolezza. È felice perché il cinema rende anche felici. È fecondo poiché costruisce possibilità. È sacro perché ogni pellicola ha la sua sacralità artistica e umana. Tanto più lo stesso Premio è una scultura su due livelli a significare che il cinema ha due diversi piani interpretativi che l’uno si unisce all’altro creando un unico viatico.

Da chi è promosso il Premio Felix?

Il Premio è promosso dall’Associazione culturale Felix, patrocinato dalla Regione Lombardia, con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura, in collaborazione culturale con l’Associazione Adrenalina culturale e Ibrahim Kodra Swiss Foundation. 

Chi è la Giuria del Premio?

La Giuria 2022 presieduta dal produttore Roberto Bessi è composta da Alessandro Trani editore del Magazine 24 Ore News, Vlada Novikova Nava, critica d’arte e dal regista Luciano Boschetti.

Perché il Premio Felix ha l’attitudine a dare spazio e voce al cinema internazionale, quali sono i lavori in concorso?

Il Festival anche quest’anno si evolve e cresce, proponendo 22 pellicole tra film, docufilm, cortometraggi e documentari provenienti da tantissimi paesi che meritano l’attenzione degli appassionati. In concorso tra gli altri: Semetey, figlio diManas – Kyrgyzstan (L’Epopea di Manas e il poema epico del popolo kirghiso)  sceneggiatore e produttore Omurzak Tolobekov, diretto da Egemberdi Bekboliev e Darkhan Kozhokhan (2022), Chicken – Kazakhstan, cortometraggio diretto da Anastassiya Biryucheva (2022), Giovanni Rossi Made in Italy – Italia, documentario diretto da Corrado Calda e Giusy Cafari Panico, Sold out – Russia, cortometraggio diretto da Danila Kozlovsky (2022), Moloko – Russia, film diretto dal regista armeno Karen Oganesyan (2021), Profumo di melone a Samarcanda – Uzbekistan, diretto da Ali Khamraev (2021), Volare o non volare? – Georgia, commedia diretta da George Kacharava e Bolle – Italia, cortometraggio diretto da Andrea Rampini (2022). 

Il cinema e soprattutto questo Premio sembra essere l’esempio di come sia possibile entrare nel mondo dell’altro anche solo attraverso una narrazione filmica, come è possibile?

Il Festival Felix nasce con l’intenzione di celebrare la cinematografia. Come ho detto attraverso il cinema lo spettatore ha la possibilità di accedere a paesaggi, lingue e storie che non sempre hanno l’attenzione che meritano. Il cinema ci permette di viaggiare idealmente, nella parte del mondo meno raccontata, arricchendoci di sguardi di cui il mondo contemporaneo ha molto bisogno. 

Con il cinema si può viaggiare?

Certo! Il nostro Premio è pensato anche per far in modo che lo spettatore entri in contatto con diverse culture, differenti mondi, toccandone l’essenza tanto da costruire all’interno di sé un itinerario narrativo di conoscenza, sacralità e possibilità.

Dove si svolgerà il Festival?

Il Festival sarà ospitato nei giorni 12,13 e 14 novembre a Monza, presso la Casa del Volontariato e il 15,16 e 17 novembre al Palazzo del Cinema Anteo di Milano.  Giovedì 17 novembre, durante la serata conclusiva del Gala, sarà proiettato il film vincitore della V° edizione alla presenza di ospiti del mondo dello spettacolo e della cultura. Un’occasione per celebrare il Cinema condividendone la passione. 

Cosa si aspetta da questa edizione?

Il pubblico è sempre stato generoso. Mi aspetto di crescere così da arricchire il parterre dei registi da invitare e delle pellicole da proiettare, senza mai dimenticare il buon gusto e il significato che hanno in sé.